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L’uomo che costruì un Palazzo per vivererci e finì per ospitarvi un Secolo di Storia

Ci sono edifici destinati a ospitare riunioni. E ce ne sono altri che, se soltanto potessero parlare, obbligherebbero i presenti a sospendere i lavori per mezz’ora e ad ascoltarli.

Lo Château de la Muette, a Parigi, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Oggi vi transitano presidenti, ministri, governatori, imprenditori e dirigenti di grandi società internazionali per parlare di investimenti, energia, miniere, petrolio, commercio e di quell’animale continuamente cercato e raramente addomesticato che si chiama capitale.

Ma molto prima dell’arrivo delle cartelle, delle presentazioni e dei discorsi sulle opportunità d’investimento, in quel luogo visse un uomo chiamato Henri James Nathaniel Charles de Rothschild.

E vale la pena fermarsi un momento su di lui.

Nato a Parigi nel 1872 e discendente dal ramo inglese di una delle famiglie finanziarie più celebri d’Europa, Henri de Rothschild avrebbe potuto tranquillamente trascorrere la vita amministrando un cognome prestigioso, una fortuna considerevole e qualche magnifico tappeto.

Non lo fece.

Studiò medicina e conseguì il dottorato nel 1898. Si interessò in particolare alla pediatria, pubblicò numerosi lavori scientifici, sostenne strutture sanitarie e promosse iniziative nel campo della salute pubblica.

La medicina non fu il passatempo ornamentale di un milionario con il camice bianco. Rothschild pubblicò più di cento lavori di carattere medico e offrì contributi concreti alla pediatria e alla sanità pubblica.

Seppe inoltre mettere il denaro dove altri, spesso, mettono soltanto i discorsi.

Nel 1919 la sua fondazione si impegnò a finanziare le ricerche sul trattamento del cancro condotte da Marie Curie e Claudius Regaud. Henri de Rothschild avrebbe poi partecipato al primo consiglio della Fondation Curie. Un suo contributo economico rese inoltre possibile la realizzazione di un dispensario inaugurato nel 1922.

Non male per un uomo il cui cognome fa immediatamente pensare a banche, salotti e bilanci.

Ma Henri aveva ancora parecchie vite a disposizione.

Scriveva per il teatro utilizzando diversi pseudonimi, fra i quali André Pascal, e produsse decine di opere. Fu uomo di teatro, appassionato di automobili quando guidarne una rappresentava ancora una piccola avventura meccanica, ed esponente di quella borghesia europea capace di passare dal laboratorio al palcoscenico e dall’ospedale al volante senza chiedere prima il permesso all’ufficio Risorse Umane.

E aveva, naturalmente, denaro.

Molto.

Tra il 1921 e il 1922 fece costruire una nuova residenza parigina nei pressi del Bois de Boulogne. L’architetto Lucien Hesse realizzò l’attuale Château de la Muette ispirandosi alla grande tradizione residenziale francese del Settecento. Rothschild vi si trasferì nel 1922.

C’è poi un dettaglio particolarmente gustoso.

La rue André Pascal, sulla quale sorge il palazzo, porta il nome di uno degli pseudonimi letterari di Rothschild.

Il milionario era riuscito in una piccola impresa: lasciare il proprio nome nascondendolo.

Poi arrivò la Storia.

Che ha la sgradevole abitudine di entrare nei palazzi senza bussare.

Durante la Seconda guerra mondiale, La Muette fu occupata dalla Kriegsmarine tedesca. Dopo la Liberazione di Parigi, l’edificio passò nelle mani delle forze alleate.

Soltanto pochi anni dopo, quella residenza privata divenne uno dei luoghi della ricostruzione economica europea. Nel 1949 vi si insediò l’Organizzazione europea per la cooperazione economica, nata nel contesto del Piano Marshall. Nel 1961 quell’organizzazione divenne l’OCSE, che ancora oggi mantiene a La Muette la propria sede.

La parabola è magnifica.

Un Rothschild costruì una casa per viverci.

I tedeschi la utilizzarono durante una guerra.

Gli Alleati vi passarono dopo la Liberazione.

L’Europa la trasformò in un centro di cooperazione economica.

E oggi governi e imprenditori attraversano quelle stesse sale per parlare nuovamente di investimenti.

Questa settimana è arrivata anche l’Argentina.

Il presidente Javier Milei, governatori, funzionari e dirigenti di grandi aziende internazionali partecipano all’Argentina Week. Ci saranno discorsi, incontri, numeri, promesse, fotografie e probabilmente parecchi chilometri di dichiarazioni sulle opportunità economiche argentine.

Tutto questo appartiene al presente.

Ma mentre le delegazioni attraversano le sale di La Muette, varrebbe la pena ricordare, anche soltanto per qualche secondo, il gentiluomo che fece costruire quelle mura più di un secolo fa.

Henri James de Rothschild nacque dentro una fortuna immensa, ma evidentemente non considerò mai l’eredità un curriculum sufficiente.

Studiò medicina.

Finanziò ospedali.

Sostenne la ricerca contro il cancro.

Scrisse per il teatro.

Corse in automobile.

Costruì un palazzo.

E lasciò poi che il secolo facesse ciò che i secoli finiscono inevitabilmente per fare con le proprietà degli uomini ricchi: cambiarne il destino.

Forse c’è una piccola ironia nel fatto che quelle sale siano ancora oggi piene di conversazioni sul capitale.

Perché l’uomo che le fece costruire lasciò una lezione assai più interessante.

Il denaro può aprire molte porte.

La questione veramente difficile è decidere che cosa fare dopo averle attraversate.

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Fonti consultate: Sources consulted: OECD; The Rothschild Archive; Musée Curie; Bibliothèque nationale de France.

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